Il giornalino Mario  

Traslazione delle reliquie del Beato Rosaz

Nel tardo pomeriggio di lunedì 31 ottobre si è svolta  una bella festa per la famiglia francescana, in particolare per le Suore Francescane Missionarie di Susa, ma sicuramente anche per la Chiesa Piemontese ed Universale: la traslazione delle reliquie del Beato Rosaz.

È stato un evento semplice, cui hanno partecipato tantissime persone, nei diversi momenti:

prima di tutto la preghiera dei Vespri, presso la cappella dell’Immacolata gremitissima; poi la processione che ha accompagnato con preghiere e canti per le vie della città l’urna con i resti mortali del Beato presso la Cattedrale di S.Giusto…

Si può dire che il Beato Edoardo Giuseppe Rosaz sia tornato “a casa”, non solo perché fu vescovo di Susa e lì svolse gran parte del suo ministero anche di semplice prete, ma anche perché come segusino vi fu battezzato. Alcuni fratelli e una sorella della fraternità Ofs di Susa hanno avuto l’onore – e l’onere – di trasportare a spalla il baldacchino con l’urna fino in Cattedrale, dove si è celebrata la Messa solenne.

A presiedere l’Eucarestia mons. Renato Boccardo, vescovo di Spoleto- Norcia ma Valsusino di origine, delegato dall’arcivescovo Roberto Repole, impossibilitato a partecipare, concelebranti diversi altri vescovi piemontesi, emeriti e non, insieme a sacerdoti diocesani e a fra Beppe Giunti, ofm conv.

Erano presenti le autorità, una rappresentanza di diverse associazioni, tra cui la Croce Rossa, ma soprattutto tante, tante persone semplici, fedeli di tutte le età, persino bambini in braccio a mamma o papà. 

Durante l’omelia mons. Boccardo, che è stato anche postulatore per la causa di beatificazione, ha esortato a vivere il cammino verso la  santità come un’adesione concreta alle Beatitudini proclamate nel Vangelo, ma ha anche dato il giusto spazio alla figura del vescovo Rosaz, vero francescano per l’umiltà e per l’instancabile attività a favore dei più fragili, che al suo tempo a Susa erano le ragazze o le giovani madri sole.

Al termine l’urna è stata collocata in una teca ai piedi dell’altare in fondo alla navata sinistra, dove da ora in poi potrà accogliere le preghiere dei fedeli: ad accoglierli dall’alto della nicchia una statua in legno grezzo, che profuma ancora di montagna, semplice come semplice fu in vita il Beato.